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Duro colpo alla Banda della Magliana, sequestrati immobili anche a Gradara

La maxi operazione prevede la confisca di beni per un valore complessivo di 25 milioni di euro

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Guardia di Finanza, 117, fiamme gialle

La Guardia di Finanza di Roma ha eseguito un decreto di confisca emesso dalla Corte di Appello, relativo a numerosi immobili, veicoli, opere d’arte e conti bancari dal valore complessivo di circa 25 milioni di euro ai danni di Ernesto Diotallevi, un personaggio di spicco nella Banda della Magliana.

L’uomo ha un rapporto decennale con il mondo criminale dell’estrema destra italiana ed ha una relazione anche con la nota organizzazione criminale laziale. Fanno parte del maxi sequestro quote, capitali sociali e patrimoni aziendali di ben 8 società operanti in diversi settori.

L’operazione prevede anche la confisca di 43 unità immobiliari, collocate a Gradara, Olbia e Roma, tra cui figurano immobili particolarmente pregiati, come un complesso turistico di villette a schiera a Olbia e un’abitazione al centro della capitale, con vista sulla Fontana di Trevi, con 14 vani e un valore commerciale di 4 milioni di euro.

Si tratta dell’epilogo di una serie di complesse indagini patrimoniali che hanno permesso di rivelare come Diotallevi, sebbene fosse stato assolto nel processo alla Banda della Magliana del 1996 e da numerose accuse di omicidio, fosse riuscito ad accumulare tutti questi beni senza nessuna fonte di reddito, intestandoli a dei prestanome.

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