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Urbino: rischio esclusione dal Circuito Turistico Nazionale

Marchetti e Morani presentano un'interrogazione parlamentare

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Urbino, palazzo ducale

I deputati Pd Marco Marchetti e Alessia Morani hanno presentato un’interrogazione parlamentare nella quale chiedono di “sapere cosa intende fare il governo per valorizzare la città di Urbino, ad oggi patrimonio dell’umanità dell’Unesco, riconsiderando magari la Galleria Nazionale delle Marche tra i 20 musei di interesse nazionale ovvero se intende individuare la locazione dell’unica Soprintendenza della regione nella città di Urbino“.

Il ministro Franceschini – spiegano Marchetti e Morani – ha presentato la proposta di riorganizzazione del MIBAC prevedendo importanti innovazioni per tutto il settore. Dal decreto si evince che, nel rispetto della distribuzione territoriale, si prevede che vengano accorpate le Soprintendenze per i beni storico-artistici con quelle per i beni architettonici e paesaggistici. Inoltre dal documento del ministero sono elencati i 20 siti museali ai quali è stato riconosciuto lo status amministrativo di “musei di rilevante interesse nazionale” e tra questi non figura la Galleria Nazionale delle Marche. Una grave mancanza che escluderebbe la città di Urbino dal panorama culturale e turistico più importante del paese. Il Partito democratico a tutti i livelli istituzionali sta cercando di portare all’attenzione del ministro questa carenza, la città ducale non venga lasciata fuori dal circuito turistico nazionale“.

Di seguito riportiamo il testo dell’interrogazione rivolta al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo a firma di Marco Marchetti e Alessia Morani.

Premesso che con il provvedimento di ‘spending review’attuato da ultimo con il decreto legge n.66 del 2014 il ministero sta provvedendo alla riorganizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MIBACT), in base al quale i tagli operati nel 2012-2013, infatti, ogni Ministero è tenuto adotarsi di un nuovo regolamento i organizzazione che recepisse le riduzioni di pianta organica. Il MIBACT adempie a tale obbligo e ridisegna se stesso in modo innovativo, riducendo le figure dirigenziali; l’adeguamento ai numeri della spending review può essere per tale settore un’opportunità per intervenire sull’organizzazione del Ministero e porre rimedio ad alcuni problemi che da decenni segnano l’amministrazione dei beni culturali e del turismo in Italia;

considerato che il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini ha presentato la proposta di riorganizzazione del Ministero dei beni e delle Attività culturali e del turismo che prevede importanti innovazioni per tutto il settore che tenta di risolvere disfunzioni e lacune riconosciute ed evidenziate dagli addetti ai lavori come:
– la assoluta mancanza di integrazione tra i due ambiti di intervento del Ministero, la cultura e il turismo;
– la eccessiva moltiplicazione delle linee di comando e le numerose duplicazioni tra centro e periferia;
– il congestionamento dell’amministrazione centrale, ingessata anche dai tagli operati negli ultimi anni;
– la cronica carenza di autonomia dei musei italiani, che ne limitano grandemente le potenzialità;
– il ritardo del Ministero nelle politiche di innovazione e di formazione;
è positivo che il Governo voglia risolvere l’“ingorgo” burocratico venutosi a creare negli anni a causa della moltiplicazione delle linee di comando e dei frequenti conflitti tra Direzioni regionali e Soprintendenze, ripensando l’amministrazione periferica e mantenendo, secondo quanto previsto dall’ipotesi di riforma dell’amministrazione centrale, il livello regionale quale ambito ottimale di riferimento;

considerato inoltre che nel Decreto, nel rispetto della distribuzione territoriale, si prevede che vengano quindi accorpate le Soprintendenze per i beni storico-artistici (quale è Urbino) con quelle per i beni architettonici e paesaggistici (quale è Ancona); la Galleria Nazionale delle Marche non è stata inclusa tra i 20 siti museali ai quali è stato riconosciuto lo status amministrativo di “musei di rilevante interesse nazionale”, nè di prima fascia nè di seconda fascia e verranno creati a livello regionale dei Poli museali regionali, articolazioni periferiche della Direzione generali Musei;

si chiede di sapere cosa intende fare il governo per valorizzare la città di Urbino, ad oggi patrimonio dell’umanità dell’Unesco, riconsiderando magari la Galleria Nazionale delle Marche tra i 20 musei di interesse nazionale ovvero se intende individuare la locazione dell’unica Soprintendenza della regione nella città di Urbino

 

 

 

 

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