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Provincia di Pesaro-Urbino: progetto diocesano di ristrutturazione chiese e parrocchie

Vernarecci: "l'idea del vescovo di Fano Trasarti diventi modello nazionale"

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Non c’è solo il patrimonio edilizio pubblico da ristrutturare (scuole, caserme, municipi, etc.). Esiste anche quello dedicato al culto e alla attività sociali e religiose. L’esempio della Diocesi di Fano di ristrutturare alcune chiese cittadine è da prendere ad esempio a livello nazionale. Un’operazione, quella lanciata dal Vescovo Armando Trasarti, che gode di tutta l’ammirazione e del più convinto appoggio. Non solo perché contribuisce a dare lavoro ad imprese del territorio che vivono un momento particolarmente difficile, ma perché si tratta di un progetto più ampio che permetterà di restituire alla bellezza originaria molte chiese della Diocesi di Fano ed anche – fatto non secondario – di metterle in sicurezza.

CNA Costruzioni plaude all’iniziativa e rilancia. “Se anche le altre Diocesi della provincia, seguissero l’esempio di Fano – dice il responsabile provinciale di CNA costruzioni, Fausto Baldarellisi potrebbe avviare un esempio pilota in Italia. Ristrutturare e mettere a norma tutti i luoghi di culto del territorio. Di cosa parliamo? Di ben 182 parrocchie con almeno altrettante Chiese, luoghi dedicati al culto e alla preghiera e strutture (Oratori, Centri di aggregazione, abitazioni), ad esse connesse“.

Di queste 75 sono sotto la Diocesi di Fano, Fossombrone, Cagli e Pergola. Altre 54 sotto l’Arcidiocesi di Pesaro comprendendo anche le Parrocchie di Gradara, Tavullia, Gabicce, Vallefoglia, Mombaroccio, Montecciccardo. Sono complessivamente 53 invece le Parrocchie della Diocesi di Urbino-Urbania, Sant’Angelo in Vado.

Insomma si tratterebbe di una gigantesca operazione che consentirebbe a molte imprese di lavorare secondo parametri di qualità. “Molte di queste Chiese sono soggette a vincoli da parte della Sovrintendenza ai Beni storici e Architettonici e nella nostra provincia ed esistono molte imprese specializzate in restauri, recuperi e manutenzioni di edifici di particolare pregio e valore storico ed artistico” specifica Baldarelli.

Se si lavorasse ad un progetto complessivo di ristrutturazione e restauro conservativo dei luoghi di culto – dice il presidente di CNA Costruzioni, l’ingegner Fabio Vernarecci  – si arriverebbe a costituire un vero e proprio modello nazionale. Un sistema virtuoso che vedrebbe coinvolte Diocesi, sistema delle imprese impegnate in una grande operazione di ristrutturazione e restauro in grado di poter attivare anche un indotto di tipo turistico“.

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