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Scongiurata la chiusura del reparto di Polizia Postale di Pesaro

Lettera del movimento Prima l'Italia indirizzata al prefetto Pizzi

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Con una lettera aperta indirizzata al nuovo prefetto di Pesaro e Urbino Luigi Pizzi, il movimento politico “Prima l’Italia” e firmata dal segretario Stefano Pollegioni e dal presidente provinciale Andrea Montalbini, chiede la non chiusura del reparto di Polizia Postale della Provincia di pesaro-Urbino.

La riportiamo qui di seguito. “Come appreso dagli organi di stampa sembra ormai imminente la chiusura del Reparto Specializzato della Polizia Postale della Provincia di Pesaro Urbino.  Tale decisione segue la logica del processo di razionalizzazione delle risorse ai presidi di Polizia messo in atto dal Ministero degli Interni.

Risulta evidente che la criminalità si stia digitalizzando e che molti reati siano oggi legati alle tecnologie informatiche ed al contesto del Web La sicurezza informatica rappresenta dunque una priorità per il contrasto  di attività illecite e per garantire la sicurezza.

I recenti articoli sulla Stampa hanno evidenziato la fruttuosa attività di  indagine da parte della Polizia Postale di Pesaro ed Urbino e  contestualmente hanno acceso i riflettori sull’ aumento dei reati  informatici aumentati esponenzialmente in Provincia ed in Regione.

La sezione di Polizia Postale di Pesaro, parte integrante di Poste e  Telecomunicazioni e formata da personale specializzato, svolge attività  che vanno dalle indagine di Polizia Giudiziaria alle perizie tecnico –  informatiche. 
L’attività investigativa si concretizza mediamente 30  denunce/querele ogni mese per i reati di truffa, accesso abusivo a sistema informatico, adescamento on-line, indebito utilizzo di carte di credito, sostituzione di persona, molestie, minacce, pedo- pornografia, estorsioni e via dicendo. Inoltre nel 2014 sono state identificate 1300 persone nell’attività di pattugliamento di vigilanza degli Uffici Postali. Un ultimo dato allarmante segnalato dalle statistiche indica un aumento preoccupante degli adescamenti di minori sul Web.

L’eventuale accorpamento del personale di Pesaro presso la sede della Questura di Ancona con impiego molteplice non consentirebbe il controllo capillare e la specifica attenzione che solo il Reparto di Pesaro può garantire. 

Pur consapevoli delle difficoltà economiche e della necessità di razionalizzazione delle risorse Le chiediamo pertanto di potersi attivare presso il Ministero dell’interno per sensibilizzare le autorità governative e scongiurare la chiusura del reparto di Polizia Postale di Pesaro“.

 

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