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San Lorenzo in Campo: acqua sulfurea, il progetto delle terme corre spedito

Il sindaco Dellonti: "Avevo ricordato in campagna elettorale l'impegno sul progetto termale"

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Un centro termale dove per decenni ha sgorgato la famosa ‘acqua purgativa’. Non è più un sogno; il progetto per ottenere la concessione di sfruttamento minerario della fonte di acqua sulfurea, denominata “San Lorenzo in silvis” sta procedendo spedito grazie all’impegno dell’amministrazione comunale. E non è da escludere che entro l’anno i laurentini e non solo possano anche sorseggiare un bicchiere di ‘acqua purgativa’ che ha fatto conoscere San Lorenzo in Campo un po’ ovunque.

L’avevo più volte sottolineato in campagna elettorale – spiega il sindaco Davide Dellontiche uno dei progetti che avremmo portato avanti sarebbe stato questo per ottenere la licenza di sfruttamento termale dell’acqua. Era stato iniziato diversi anni fa dall’ex comunità montana del Catria e Cesano. Appena insediatici l’abbiamo ripreso in mano, convinti della sua grandissima importanza.

Per ora le analisi preliminari sono ottime sia dal punto di vista microbiologico che chimico-fisico e l’acqua ha tutte le caratteristiche di potabilità. Il primo prelievo ufficiale sarà il 12 febbraio, poi ne seguiranno altri tre, uno per stagione. C’è ottimismo. Terminate le analisi, se saranno positive, la Provincia ci rilascerà la concessione di sfruttamento minerario. Il passo successivo sarà rivolgersi al ministero della sanità per il riconoscimento della fonte come acqua termale”.

Al termine l’amministrazione deciderà come sfruttare l’enorme potenziale.

Le idee sono diverse e potremmo decidere anche di aprire in parte ai privati per la realizzazione di un piccolo centro termale – spiega ancora Dellonti. Da numerosi studi effettuati, le acque solfuree risultano particolarmente indicate nelle malattie croniche che riguardano l’orecchio, il naso, la faringe e la laringe; inoltre sono utilizzate nelle malattie osteoarticolari, nelle malattie del ricambio, nelle malattie cutanee e ginecologiche. Abbiamo in mente inoltre di costruire un chiosco. Vogliamo infatti riaprire anche la fonte per permettere ai laurentini e non solo di tornare a bere questa acqua, in un luogo storico che diventi pure di ritrovo. Il tutto ha costi piuttosto contenuti e il ritorno da un punto di vista economico e turistico sarebbe notevole. Quest’ultimo è un settore fondamentale e ci stiamo investendo molto. I dati ufficiali dell’osservatorio regionale del turismo dicono che San Lorenzo è uno dei pochi comuni della vallata in crescita e senz’altro, se riusciremo a portare a termine questo progetto, miglioreranno sensibilmente ancora”.

da: Comune di San Lorenzo in Campo

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