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Provincie e comuni: ancora tagli, welfare e servizi a rischio

Grido d’allarme dei sindacati Cgil Cisl e Uil dopo un incontro con i coordinatori degli ambiti territoriali sociali della provincia

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Cgil Pesaro

Si è svolto nei giorni scorsi, su richiesta dei sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, un incontro con i coordinatori degli Ambiti sociali territoriali (al quale hanno partecipato anche rappresentanti del sindacato pensionati delle tre sigle) Erano presenti i coordinatori degli Ats di Pesaro: Roberto Drago, di Urbino Fraternale e di Fossombrone Giombini.

È stata una occasione non soltanto per fare il punto sui numerosi problemi aperti in tema di welfare locale e di servizi che gli ambiti sociali gestiscono e coordinano per conto dei 59 comuni della nostra provincia (suddivisa in  6 ambiti territoriali). Una occasione  anche per rilanciare un allarme condiviso in tema di tagli al welfare e più in generale al sistema degli enti locali, Regione, Province e Comuni.

Tra le diverse questioni affrontate è stato discusso il tema della gestione associata dei servizi sociali in vista anche delle  “Dimensioni Territoriali Ottimali” che la Regione Marche ha  già individuato, tenuto conto anche che una gestione associata  permetterebbe  di estendere i servizi e recuperare risorse da reinvestire.

In alcuni ambiti, infatti,  vi sono già esperienze positive di unioni e convenzioni tra Comuni come nel caso di Pesaro e di Urbino. È stato anche affrontato il problema del nuovo Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) in vigore dal 1° gennaio di quest’anno e della conseguente necessità di gestire una delicata fase  di transizione.  L’obiettivo è estendere un “Isee di Ambito” per i servizi,  il quale permetterebbe di avere una compartecipazione omogenea tra gli utenti dei diversi Comuni applicandolo in maniera lineare (in alcuni Comuni questa esperienza ha dato frutti positivi).  L’Isee di ambito consentirebbe, infatti, di arrivare a definire tariffe più eque e andare  così incontro alle esigenze delle famiglie in condizioni di maggior disagio.

Sulla questione dei tagli alle risorse è stato rilevato che la legge di Stabilità 2015 ha inferto pesanti decurtazioni ai Comuni, a cui si sommano quelli annunciati dalla Regione, alle prese con una contrazione delle risorse pari a 230 milioni di euro. Ai Comuni, è  stato stimato, la Regione, trasferirà 26 milioni  di euro in meno. Questo significa che verranno a mancare circa il 50 per cento delle risorse rispetto al 2014. Vanno poi aggiunti i tagli annunciati sul trasporto pubblico locale e sul diritto allo studio, sempre a causa dei minori trasferimenti di risorse .

Vista la consistenza   dei tagli, sono a rischio anche  i servizi essenziali erogati attraverso i Comuni e tutti quegli interventi anticrisi, che hanno impedito a migliaia di famiglie del nostro territorio di non precipitare sotto la soglia di povertà. Basti pensare agli interventi di sostegno al pagamento degli affitti.  Di fronte a tutto  questo il sistema delle autonomie locali, sindaci in testa, non può restare indifferente. Ancora una volta a pagare un prezzo ingiusto saranno le persone più deboli, con pesanti ripercussioni sulla coesione sociale che finora ha permesso al nostro territorio di affrontare pur con mille difficoltà la crisi economica che sembra non voler finire mai.

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