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Fano, arrestato uomo di 48 anni per bancarotta fraudolenta

L’uomo era titolare di numerose società operanti anche a Senigallia

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Guardia di Finanza

Arresto un 48enne per bancarotta fraudolenta. E’ stata la Guardia di Finanza nella mattina di mercoledì 25 maggio, nell’ambito dell’operazione “Ultima spiaggia” , a mettere in manette S.C., noto imprenditore di Fano. Il fanese di 48 anni era titolare di numerose società operanti nei settori: della pubblicità, dei call center, della ristorazione e della gestione di spiagge di Fano e Senigallia.

L’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal GIP del Tribunale di Pesaro.  Le indagini, iniziate nel 2015, sono state sviluppare sotto il coordinamento della Procura della Repubblica pesarese ed eseguite dal Nucleo di Polizia Tributaria di Pesaro.

A finire sotto la lente d’ingrandimento della Fiamme Gialle le vicende di due aziende di pubblicità, che si occupano anche della vendita a società comprimarie di servizi (per la fornitura di energia elettrica, gas e telefonia) di liste nominative da contattare tramite call center.

Le due società erano state dichiarate fallite nel luglio 2013 dal Tribunale di Milano e nel luglio 2015 dal Tribunale di Pesaro.
Dall’esame delle procedure fallimentari è emerso che S.C., pur non apparendo nelle compagnie societarie delle aziende in banca rotta, di fatto ne era l’amministratore, gestendo la contabilità e i rapporti con le banche. In tale veste aveva nascosto la contabilità della società rendendo così difficile la ricostruzione del patrimonio societario ed occultando, con continui prelievi di denaro dai conti corrente, somme per oltre 6,3 milioni di euro in un arco di tempo di 3 anni.

Le indagini patrimoniali della Guardia di Finanza hanno interessato un gruppo di ben 18 società tutte riconducibili a vario titolo al 48enne.  Le operazioni investigative hanno fatto emergere che i prelievi di denaro erano stati dirottati, in gran parte, su conti correnti personali dell’arrestato ed utilizzati per mantenere un elevato tenore di vita. Inoltre, una parte delle distrazioni è stata utilizzata per finanziare nuove società (call center per attività di vendita di energia elettrica e gas).

Tra gli artifici finalizzati a confondere eventuali azioni di controllo, è stato individuato il costante utilizzo di denominazioni simili tra le varie aziende costituite e fallite con il tempo. Prima del fallimento delle suddette società, le sedi venivano trasferite in altre province, mutando altresì l’amministratore, un mero prestanome che acquisiva anche le quote societarie.

Le ricerche delle Fiamme Gialle hanno poi svelato un’ulteriore e distinta frode processuale perpetrata nei confronti della Commissione Tributaria Provinciale di Ancona.

Oltre l’arresto di S.C. vi è stata la denuncia di ulteriori 16 persone e la perquisizione da parte dei finanzieri di 20 società operanti a: Fano, Senigallia, Rimini, Padova, Milano e Sant’Angelo in Vado, nonché le abitazioni degli indagati, sequestrando documentazione contabile, bancaria e informatica che sarà oggetto di ulteriori analisi.

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