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“Nella rincorsa all’ospedale unico per Pesaro e Fano ci sono troppe cose che non tornano”

Le critiche di Fratelli d'Italia/Alleanza Nazionale per la gestione della sanità da parte del Pd

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Fano, ospedale Santa Croce

Che la sanità della provincia faccia acqua da tutte le parti lo dimostrano le interminabili liste di attesa, la mancanza cronica di posti letto, la gigantesca mobilità passiva.
Non c’è bisogno di app o di google maps per vedere che la domanda di salute pubblica trova una difficile risposta fuori regione e presso il privato.


La sanità diventa una prerogativa per i ricchi e benestanti che possono pagare o spostarsi mentre il Partito Democratico sembra aver dimenticato l’attenzione verso i ceti meno abbienti che erano sempre stati la base della propria azione politica.  Ma non ci stupiamo visto che anche a Pesaro e Urbino è al lavoro il nuovo PD di Renzi.

Come abbiamo più volte affermato il fantomatico ospedale unico non risolve nessuno dei tre sopracitati problemi: non risolverà le liste d’attesa poiché serve potenziare la diagnostica; non aumenta i posti letto ma li diminuisce; non fermerà l’emorragia verso le altre Regioni perché non sono previste altre specialità.

Purtroppo un nuovo ospedale unico provinciale oltre a non risolvere i problemi ne creerebbe di nuovi visto che le strutture periferiche sono sotto smantellamento cosi la provincia perderà anche i presidi ospedalieri esistenti. Oltre al danno la beffa e pagando cifre salate per costruire un nuovo nosocomio che non porterà benefici reali.

Inoltre in questa corsa (o rincorsa) al nuovo ospedale unico ci sono troppe cose che non tornano: l’integrazione di Marche Nord non è mai stata pienamente attuata; nessuno studio su come potenziare la diagnostica od aumentare i posti letto; l’ex segretario del PD fanese Marchegiani annuncia sulla stampa che il Santa Croce andrà ai privati senza che nessuno ne sapesse niente; il consigliere regionale e consigliere comunali Minardi spinge per il sito di Fosso Sejore decretando la morte del Santa Croce; nessuna informazione precisa su come verrà finanziato il nuovo ospedale, è come se una coppia costruisse casa senza sapere dove prendere i soldi!; Ceriscioli afferma che entro Ferragosto si avrà il nuovo sito individuato dall’algoritmo salvo poi ritardare perché ci sono le ferie (ma non lo sapeva Ceriscioli che ad agosto in Italia ci sono le ferie?); lo stesso Ceriscioli annuncia che la politica è incapace di scegliere il sito, quindi si affida ad una magica applicazione che però potrà essere corretta dai tecnici, il che equivale a dire che dalla Regione non sanno che pesci prendere; ed ora l’ultima perla: un documento inviato al Sindaco Gambini con l’indicazione del sito ma ahimé criptato in attesa di convocare l’assemblea dei sindaci.

Ovviamente tutto segreto perché i cittadini – pecora non devono sapere nulla, vadano al mare a Ferragosto a mangiare cocomero e gelati ma ovviamente senza poter sapere cosa ha deciso il magico algoritmo di Ceriscioli. Ma una cosa la sappiamo: l’algoritmo ha deciso che il PD sa dove sarà il sito ma il resto della provincia non lo deve sapere.
Ma abbiamo letto bene? Un documento criptato? Un documento segreto sulla sanità pubblica? Un documento che dovrebbe decidere il futuro sanitario della nostra provincia viene oscurato in modo che non si possa aprire un dibattito nei già torridi giorni di agosto? Ma sarebbe questa la trasparenza del PD? Sarebbe questa la partecipazione di Ceriscioli? Sarebbe questo il tanto decantato confronto democratico del Partito poco Democratico?

Il documento criptato rimanda a quelle prassi dei vecchi regimi sovietici dove il capo supremo decideva in modo autoritario le sorti di un popolo, e la storia ci ha insegnato che tale modello ha portato solo povertà e distruzione. La stessa distruzione della sanità pubblica che sta compiendo il Partito Democratico nel silenzio, nei segreti, nelle frasi dette a mezza bocca, nelle dichiarazioni ritrattate, negli ammiccamenti degli amici di partito, nella confusione più totale dove un consigliere comunale come Minardi tifa e lotta a spada tratta per un nuovo sito a Fosso Sejore senza difendere il Santa Croce.

Secretare il documento sul sito è un atto profondamente anti-democratico e apertamente ostile al confronto. Il Sindaco Seri dovrebbe subito convocare un incontro con tutte le forze politiche, anche quelle di opposizione e far valere la voce della seconda città della Provincia che non può accettare che un atto cosi importante sia criptato quasi si parli della strage di Ustica o di Piazza Fontana. Qui parliamo della salute dei cittadini e del futuro della sanità pubblica. Silenziare il pubblico dibattito è un atto gravissimo. Seri e Minardi al posto di farsi immortalare nei nuovi reparti del Santa Croce aprano un dibattito serio con le opposizioni per salvare il nosocomio fanese dall’arroganza di Pesaro altrimenti del Santa Croce rimarranno solo le foto con le loro facce sorridenti e gioiose mentre ci scippano la salute.

Il buon Sindaco di Pesaro non fa tante foto al San Salvatore ma sicuramente avrà già giocato la sua partita per salvare la sanità pesarese e vedrete che quelli che oggi sono segreti criptati per Fano si trasformeranno in buone notizie per Pesaro. E a perdere saranno i cittadini fanesi e le loro famiglie ma sarà troppo tardi.

 

Da Andrea Montalbini Segretario FDI – AN Fano  

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