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Confesercenti Pesaro e Urbino: sì ai balli in spiaggia rispettando le norme di sicurezza

Giorgio Bartolini: "l'obiettivo è di dare impulso al turismo, vivacizzare la città rendendola ancora più ospitale"

La spiaggia di Pesaro

Sì alla tolleranza per i balli in spiaggia purché siano rispettate tutte le norme di sicurezza. Questa la posizione di Confesercenti sulla questione delle feste estive organizzate a Pesaro sul litorale.

“Considerato che l’obiettivo è di dare impulso al turismo, vivacizzare la città rendendola ancora più ospitale e, soprattutto, evitare l’esodo dei giovani verso la vicina Romagna, ritengo che la posizione del sindaco Ricci sia condivisibile –afferma Giorgio Bartolini direttore provinciale di Confesercenti- a condizione che si rispettino in maniera rigorosa le norme sulla sicurezza.

Anche il sindaco su questo aspetto è stato chiaro: l’illuminazione, il numero massimo di presenze, la frequenza degli eventi, l’accessibilità degli spazi sono elementi prioritari e garantirli significa salvaguardare tutti, i clienti per primi, ma anche gli stessi bagnini che, avendo un riferimento normativo, per altro adattato al contesto e quindi più flessibile, potranno lavorare di più e con più tranquillità”.

“Il problema della concorrenza in effetti non si pone –aggiunge Alessandro Ligurgo responsabile provinciale Fiepet associazione dei pubblici esercizi aderente a Confesercenti- a Pesaro non ci risultano locali con licenza di pubblico spettacolo. Se la città diventa più viva e più accogliente ne beneficeranno tutte le categorie non solo i bagnini e, quindi, l’economia pesarese.

Anzi, lancio una provocazione: perché non estendere la possibilità di organizzare in estate balli e feste anche ai ristoranti che hanno tavoli e spazi all’aperto, prevedendo anche per loro una maggiore flessibilità? Non solo la spiaggia potrebbe rivitalizzarsi, ma anche il resto della città. Se il turismo è davvero –e lo è- una risorsa economica sulla quale puntare per fronteggiare la crisi, occorre cambiare atteggiamento, essere anche un pochino più tolleranti e pensare che se vivono le imprese vive il territorio, c’è più benessere ed anche più sicurezza”.

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