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Università di Urbino, Laurea Honoris Causa a Corrado Clini

Laura Honoris Causa a Corrado CliniMartedì  3 maggio 2011, alle ore 11, nell’Aula Magna di Palazzo Battiferri dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” in Via Saffi, 2, la Facoltà di Scienze e Tecnologie conferirà la Laurea Honoris Causain Ecologia dei cambiamenti climatici a Corrado Clini.

 

Corrado Clini è nato a Latina il 17 luglio 1947. Laureatosi nel 1972 in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Parma, ha conseguito nel 1975 il diploma di specializzazione in Medicina del Lavoro presso l’Università di Padova e, nel 1987, il diploma di specializzazione in Igiene e Sanità Pubblica presso l’Università di Ancona.

Medico del Lavoro e igienista, dal 1978 al 1989 organizza e dirige il Servizio e Laboratorio pubblico di igiene, medicina e sicurezza del lavoro di Venezia – Porto Marghera, realizzando oltre 150 indagini ambientali ed epidemiologiche in impianti energetici, chimici e metallurgici.

Le indagini, molte delle quali pubblicate su riviste scientifiche italiane e internazionali, hanno costituito la base del riconoscimento delle malattie professionali per centinaia di lavoratori ed hanno favorito  la modifica di molti processi industriali nell’area di Porto Marghera, per la rimozione dei fattori di rischio per la salute e per l’ambiente.

Dal 1990 inizia a ricoprire ruoli internazionali: coordina il gruppo degli esperti dei Ministeri europei dell’energia e dell’ambiente che hanno predisposto il primo programma della Unione Europea sui cambiamenti climatici; guida e coordina la delegazione dell’Italia che ha negoziato la Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici, approvata a  Rio de Janeiro nel 1992; coordina fino al 1997 la delegazione tecnica dell’Italia che ha negoziato il Protocollo di Kyoto; nel 1995 coordina l’organizzazione della Seconda Riunione Plenaria di Intergovernmental Panel on Climate Change di Roma.
 
La Riunione approva il II° Rapporto sul Clima, che apre la strada alla approvazione del Protocollo di Kyoto; nel 1997 coordina la delegazione tecnica dell’Italia alla Terza Conferenza delle Parti firmatarie della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici, che adotta il Protocollo di Kyoto; infine ottiene fino al 2000 la responsabilità tecnica ed amministrativa della applicazione in Italia, e delle relative autorizzazioni, delle direttive e dei regolamenti europei  in materia di qualità dell’aria, di emissioni dagli impianti industriali, di sicurezza degli impianti industriali, di eliminazione delle sostanze chimiche pericolose per la fascia di ozono.

Dal 1996 al 1998 è vice presidente del Committee for Environmental Policies, Economic Commission for Europe, United Nations Geneva; dal 1999 al 2001 è presidente dello European Environment and Health Committee, istituito dalla Organizzazione Mondiale della Sanità e dalle Nazioni Unite; dal 2000 al 2001 presiede la G8 Task Force on Renewable Energies, istituita dai Capi di Stato e di Governo del gruppo G8 ad Okinawa: la Task Force, composta da esperti di 16 paesi (G8, Cina, India, Brasile, Sud Africa, Arabia Saudita, Nigeria, Iran, Indonesia) e dall’Agenzia Internazionale per l’Energia, predispone il primo rapporto globale sulle energie rinnovabili che costituisce la base dei programmi sulle energie rinnovabili avviati nel 2002 dal Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg.

Nel 2000 è nominato Direttore generale della direzione generale Protezione Internazionale dell’Ambiente e nel 2002, anche di quella per lo Sviluppo Sostenibile che saranno successivamente unificate sotto la sua direzione come Direzione generale per la Ricerca Ambientale e lo Sviluppo del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare.

In conseguenza della posizione raggiunta, l’attività di progettazione e coordinamento si sviluppa nell’attuazione di oltre 900 progetti nazionali su cinque linee: Ricerca &  Sviluppo nel settore delle tecnologie a basso impatto ambientale; Informazione, Formazione ed Educazione Ambientale; Sviluppo Sostenibile Locale; Mobilita’ Sostenibile; Energie Pulite per lo Sviluppo Sostenibile.

Tra questi, assumono particolare rilievo quelli finalizzati alla realizzazione di programmi innovativi sui Cambiamenti Climatici, in particolare incentrati sulla modellistica del clima su scala regionale; le variazioni climatiche regionali; il ciclo del carbonio; gli effetti dei cambiamenti climatici sul ciclo dell’acqua, sulla gestione delle coste, sulle colture agricole, sul degrado dei suoli e sulla desertificazione;sullo Sviluppo di fonti e tecnologie energetiche a basse emissioni incentrati sullo sviluppo di un fotovoltaico di nuova generazione; l’idrogeno e celle a combustibile; i biocombustibili; l’efficienza energetica negli usi finali nei sistemi stazionari e nei trasporti;

Contestualmente, progetta e coordina 280 progetti di cooperazione internazionale ambientale ed energetica in 45 paesi. Tra questi assumono particolare rilievo i progetti nel Mediterraneo e in Medio Oriente, nei Balcani e in Cina– Sono tuttora in corso di attuazione:

Nel Mediterraneo, 41  progetti in Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto, Israele, finalizzati allo sviluppo e alla disseminazione delle tecnologie per le fonti rinnovabili per la generazione di elettricità, per la conservazione dei prodotti agricoli e della pesca, per la “solarizzazione” dei complessi turistici, per la desalinazione delle acque, per il pompaggio delle acque per l’agricoltura;

Nelle zone umide della Mesopotamia, in Iraq 9 progetti per la ricostruzione e la riqualificazione ambientale delle zone umide  della Mesopotamia, “I giardini dell’Eden”, alla confluenza del Tigri e dell’Eufrate, che hanno costituito per secoli un efficace ed insostituibile sistema naturale di biodepurazione per le acque dei fiumi che si versano nel Golfo Persico. Il progetto è condiviso e sostenuto dalle Nazioni Unite, e rappresenta la più importante iniziativa internazionale non militare per la  ricostruzione di un  territorio  dove viveva il 10% della popolazione irachena.

Nei Balcani e nell’Europa centro orientale, 70 progetti finalizzati  a rafforzare le capacità nazionali e locali di “governo” dell’ambiente, trasferire  know how e tecnologie per la prevenzione e il controllo dell’inquinamento, per la gestione razionale ed il recupero delle acque, per il risanamento di siti industriali dimessi, per la promozione dell’uso delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica;

In Cina, 85 progetti finalizzati al monitoraggio e alla gestione dell’ambiente, al rafforzamento delle istituzioni cinesi a livello nazionale e locale, alla protezione e conservazione delle risorse naturali, alla gestione delle risorse idriche, alla valorizzazione energetica dei rifiuti, allo  sviluppo delle fonti rinnovabili e della efficienza energetica, alla pianificazione urbana sostenibile, allo sviluppo di tecnologie e sistemi di trasporto a basse emissioni, alla ”agricoltura sostenibile”, alla protezione della biodiversità, alla gestione delle foreste.

Nel 2002 coordina l’elaborazione del Piano nazionale per la riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra, approvato dal CIPE il 19 dicembre 2002. Il Piano definisce le strategie, le politiche e le misure nazionali nei settori dell’energia e dei trasporti, per rispettare gli obiettivi  stabiliti dal Protocollo di Kyoto. Dal 2003 ha la responsabilità dell’attuazione del Piano. In questo ruolo promuove e coordina l’attuazione di oltre 150 progetti pilota nazionali per lo sviluppo e la sperimentazione di tecnologie innovative nei settori del fotovoltaico, delle celle a combustibile e dell’idrogeno, della trigenerazione distribuita ad alto rendimento di elettricità/calore/freddo,  dell’efficienza energetica negli usi finali.

Dal 2003 è Vicepresidente dell’Agenzia Europea dell’Ambiente. Dal 2006  presiede la Global Bioenergy Partnership, lanciata dal vertice G8 di Gleanegles, alla quale partecipano USA, Canada, Russia, Gran Bretagna, Italia, Francia, Germania, Giappone, Messico, Cina, FAO, UNEP,UNDP,UNCTAD,UN Foundation.

Il Dott. Clini, nel corso degli anni ha svolto anche attività accademica, dal 1992 al 1998  come Professore presso il Corso di Laurea in Scienze Ambientali dell’Università degli Studi di Parma, è stato poi Senior research  fellow presso il  Center for International Development all’Università di Harvard , dal 2006  Visiting professor presso il Department for Environmental Sciences and Engineering della Tshingua University di Pechino.  


da
Tiziano Mancini

Redazione Pesaro Notizie
Pubblicato Lunedì 2 maggio, 2011 
alle ore 16:10
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