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“Dall’alta velocità alle infrastrutture, ecco le nostre sfide post-Covid”

Lo ha detto il sindaco di Pesaro Ricci in occasione degli "Stati generali della nostra terra" a Monteciccardo

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"Stati generali della nostra terra" a Monteciccardo

«Stati generali della nostra terra» a Monteciccardo. «Dal primo luglio ho l’onore di essere sindaco anche qui. Uno dei pochi casi di fusione per incorporazione andati a buon fine. Cercheremo di valorizzare questo territorio al massimo».

Del resto, «l’Unione fa la forza. E adesso serve lo spirito del Dopoguerra», scandisce Matteo Ricci al Conventino. «Eravamo abituati agli incontri tematici. Ora abbiamo bisogno di fare una riflessione generale, dopo l’emergenza covid». Premessa: «Non possiamo riprendere come se nulla fosse accaduto. Anche perché purtroppo siamo ancora dentro la crisi. E non sappiamo quando sarà il giorno della ‘liberazione’ dal virus con l’arrivo del vaccino». Nel frattempo,  «la crisi economica è diventata spaventosa in tutto il Paese. Siamo dentro una fase di resistenza e la parola d’ordine deve essere ‘velocità’. Il governo ha fatto uno sforzo enorme e ha messo in moto molte risorse. Ma se non arrivano velocemente nelle tasche di imprese, lavoratori e famiglie, rischiamo un autunno caldissimo. Segnato da rabbia sociale crescente». Quindi: «Dobbiamo uscirne con un Paese più semplice», rimarca Ricci. «Significa, prima di tutto, contrastare la burocrazia. Noi sindaci abbiamo distribuito velocemente i buoni spesa prima di Pasqua, in pochi giorni, con un meccanismo basato sull’autocertificazione e su controlli ex post. Solo a Pesaro abbiamo dato una risposta a 2.800 famiglie per 560mila euro di buoni, con 240 euro in media a famiglia. In tutta Italia parliamo di due milioni di famiglie, con 400 milioni di voucher distribuiti in pochi giorni. Un cambio di paradigma che si può applicare a tutto il meccanismo burocratico italiano. Dall’avvio delle imprese ai contributi. Spero che dentro il decreto semplificazioni ci sia questo aspetto». Così come «è necessario modificare il codice degli appalti. Con quello attuale i lavori si mettono in moto fra due anni, ma abbiamo bisogno di farlo in due mesi. E’ un elemento centrale, perché parliamo anche di lavoro».

LA RIPARTENZA – Tra le certezze, «dalla pandemia esce il grande valore della sanità pubblica. In Italia e nel nostro territorio tutti sono stati curati nella stessa maniera. Ma abbiamo visto quanto sia fragile la sanità territoriale. Dove dobbiamo investire di più, oltre agli ospedali», puntualizza il sindaco di Pesaro. Poi «la sostenibilità: non possiamo andare più avanti con politiche espansive sul lato urbanistico. Insistiamo piuttosto sulla trasformazione del costruito. A Pesaro abbiamo iniziato a ‘flessibilizzare’ il piano regolatore e proseguiremo, per non ingessare le destinazioni. E il tema ambientale esce rafforzato dalla pandemia. Così come quello tecnologico». In più «oggi lo spazio vale molto più di prima. Questo incide sul turismo, sulle politiche abitative. Ed è una grande opportunità per i nostri borghi. Lo svuotamento delle aree interne verso i centri urbani è andato avanti per decenni. Oggi si presenta l’occasione per una possibile inversione di tendenza. Ma occorre orientare sul tema una parte importante delle risorse europee che verranno». Il sindaco mette sul tavolo temi, «incluso quello degli assetti istituzionali. C’è bisogno di riorganizzarli: pensiamo ancora che ogni Comune possa stare per conto suo, senza collaborazione? Con l’Unione abbiamo dimostrato che si può fare. Ora vogliamo rafforzarla: il territorio è omogeneo sul piano socioeconomico e infrastrutturale. Può rappresentare sempre più un progetto unico sul piano dello sviluppo. E spero che questo aspetto possa essere ripreso anche in altre realtà delle Marche». Capitolo servizi pubblici locali: «Già nel 2005 intervenivo sull’esigenza di una società provinciale di servizi pubblici su gas, acqua e rifiuti. Sono stufo dei dibattiti. Ancora non abbiamo capito che dobbiamo farla? Forse dovremmo andare oltre. Rilanciamo queste sfide. Altrimenti, dentro la crisi generale, i nostri problemi organizzativi diventano ulteriori nodi da sciogliere», sottolinea Ricci.

LE SFIDE  Capitolo infrastrutture: «Guardiamo al collegamento verso Ancona perché ha uno dei porti più importanti dell’Adriatico, con potenzialità enormi. E a quello verso Bologna, che per noi è un nodo fondamentale ferroviario sull’alta velocità. Ma anche hub aeroportuale in chiave internazionale. E credo che nella partita dell’alta velocità Bologna-Taranto, rilanciata dal ministro Franceschini con l’arretramento della ferrovia da Pesaro a Termoli, dobbiamo avere una priorità. Ovvero il segmento tra Pesaro e Ancona, che significherebbe più in generale collegare Bologna a Ancona. L’altra tratta per noi fondamentale è la Orte-Falconara. Se non la risolviamo adesso, non lo facciamo più. Su questi due punti dobbiamo indirizzare i fondi del Recovery Fund  destinati alle ferrovie». L’altro nodo «che spero si risolva alla svelta è legato a Società Autostrade. Un punto che non riguarda solo Pesaro, ma tutto il territorio: la conflittualità che si è creata con Atlantia per noi è devastante, vuol dire rallentare 90 milioni di lavori su cui siamo in dirittura d’arrivo». Ulteriore occasione infrastrutturale viene dalla «candidatura di Pesaro e Urbino a Città Europea della cultura 2033. Un grande progetto non solo per le due città, ma per tutto il territorio provinciale. Nel segno dell’Unesco e di Rossini e Raffaello: significa giocare d’anticipo, in primis in ambito turistico». Ma la sfida si porta dietro anche altro. «La Montelabbatese è diventata statale: questo ci consente di rilanciare con l’Anas, come elemento centrale della candidatura, il tema della ‘Pesaro-Urbino’. Dentro un progetto statale». Per il sindaco, «accanto alle questioni attuali, c’è una grande esigenza di programmare il territorio in vista dei fondi del Recovery Fund. E noi dobbiamo farci trovare pronti». Gian Luca Gregori, rettore della università Politecnica della Marche, nella tavola rotonda con Giorgio Calcagnini (prorettore vicario dell’università di Urbino) moderata dalla giornalista Simonetta Marfoglia annuncia «il seme di un ulteriore corso che i nostri due atenei faranno a Pesaro. Le università non devono competere ma collaborare. Il prossimo anno avremo un’altra sorpresa nell’offerta formativa universitaria».

LA SINERGIA Evidenzia il presidente dell’Unione Pian del Bruscolo e sindaco di Vallefoglia Palmiro Ucchielli: «Abbiamo bisogno che la macchina riparta rapidamente, con una progettualità futura importante. Siamo al centro di una vallata molto laboriosa, fatta di genialità e gente tosta. La nostra è la prima Unione delle Marche, con oltre 16mila imprese dislocate in 250 chilometri quadrati. L’appuntamento è un momento per riflettere sul rilancio culturale, economico e produttivo». Aggiunge il sottosegretario allo Sviluppo Economico Alessia Morani: «E’ una giornata importante per il nostro territorio. L’emergenza ci ha messo di fronte ad una situazione inedita, mettendoci davanti a nuove priorità: la sicurezza sociale e dei territori, lo sviluppo sostenibile. Dobbiamo mettere insieme le forze locali per ripensare lo sviluppo: è un grande lavoro da fare, ma troveremo le energie e le risorse per tradurre le idee in sostanza». Ampio fronte di interlocutori provinciali e regionali chiamati a raccolta con i seminari «Terra sana. Il sistema sociosanitario», «Terra bella. Il turismo e la cultura», «Terra operosa. Lo sviluppo, l’innovazione e il lavoro», «Terra moderna. Le infrastrutture, l’urbanistica, l’ambiente». Nel pomeriggio, alle ore 14.45, la ripresa dei lavori dei workshop. A seguire, alle ore 17.15, l’intervento del presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli. Poi la tavola rotonda conclusiva con Daniela Barbaresi (segretario generale Cgil Marche), Roberta Vitri (vicepresidente Vitri Alceste Group), Maurizio Mangialardi (presidente Anci Marche), Gino Sabatini (presidente Camera di Commercio Marche), Palmiro Ucchielli (presidente Unione Pian del Bruscolo), Matteo Ricci (presidente Ali). Modera la giornalista Micaela Vitri.

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