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Inaugurazione venerdì 24 luglio per il nuovo “spazio bianco” per la fotografia di Pesaro

Il sindaco Ricci: "Quando ci sono investimenti culturali sono gli spazi a dare seguito alle idee"

Matteo Ricci

Andrà ad arricchire l’offerta culturale cittadina e si chiama – in modo volutamente essenziale – ‘spazio bianco’, in virtù del cromatismo che domina le sue superfici rendendolo contenitore ideale di progetti visivi. Venerdì 24 luglio alle 19, apre il nuovo spazio pubblico per la fotografia e l’immagine della Fondazione Pescheria – Centro Arti Visive, una ‘destinazione’ che a Pesaro mancava da tempo. ‘spazio bianco è stato presentato questa mattina alla presenza del sindaco Matteo Ricci, di Daniele Vimini assessore alla Bellezza, di Silvano Straccini presidente della Fondazione Pescheria – Centro Arti Visive, del fotografo Michele Alberto Sereni e di Marcello Smarrelli curatore della mostra.

Sarà un luogo in cui proporre percorsi artistici e fotografi diversi, con un’attenzione particolare alla produzione regionale. Non solo esposizioni; spazio bianco nasce per accogliere incontri e corsi e potrà diventare nel tempo un vero e proprio centro di documentazione. Non casuale neppure la sede scelta: in via Zongo 45, negli ambienti finora meritoriamente occupati dalla galleria Ca’ Pesaro 2.0 e in preziosa coabitazione con Intercontact, agenzia di pubbliche relazioni con una presenza ormai radicata sul territorio.

Così il sindaco Matteo Ricci: ‘Quando ci sono investimenti culturali sono gli spazi a dare seguito alle idee e ai progetti, quindi il fatto che il Comune si sia posto il problema di un luogo legato alla Pescheria dedicato alla fotografia è un modo per riconvertire parzialmente questo spazio e farlo diventare uno dei fulcri della nostra vita culturale. Ed è l’ennesima dimostrazione che Pesaro davvero vuol ripartire dalla cultura; non è solo slogan ma un’azione concreta che si sta dimostrando quotidianamente in tante situazioni. La cultura come bellezza, e quando turisti e visitatori torneranno a Pesaro la troveranno più bella e attraente grazie anche a interventi come quello di ‘spazio bianco’.

Sottolinea Daniele Vimini: l’operazione che vogliamo presentare oggi è la nascita di uno spazio pubblico con una vocazione ben precisa: quella della fotografia; in questo modo si va a colmare una mancanza storica. Un’operazione che non sarebbe stata possibile senza l’esperienza di 7 anni di Elio Giuliani e Roberto Naldi con Ca’ Pesaro 2.0 grazie anche alla collaborazione professionale di Intercontact che continuerà a supportarci nella gestione e il mio ringraziamento va a entrambi. Non era scontato che un luogo del genere durasse e si potesse poi arrivare ad un passaggio di consegne con il Comune e la Fondazione Pescheria unite insieme nelle energie. In più sarà l’occasione per farne un luogo della documentazione attraverso la presenza dell’associazione Macula che in questi anni ha fatto un grande lavoro di acquisizione di fondi fotografici molto importanti tra cui quello di Recanatesi che ora potranno essere ospitati qui e su cui potranno essere avviati progetti di didattica. La partenza di ‘spazio bianco’ con Sereni ci è parsa naturale perché il suo stile è l’ideale per inaugurare questo ‘spazio bianco’, questa pagina vuota da iniziare a riempire; anche l’oggetto della mostra – il cinema Duse – luogo simbolo del centro storico è perfetto per una sede preziosa che contribuirà ad animare il centro, appunto. Ricordo ora che, dopo Sereni, ‘spazio bianco’ sarà sede della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema con un progetto a cura di Mauro Santini.’

Il lancio delle attività di ‘spazio bianco’ viene affidato a Michele Alberto Sereni (1958) – fotografo ‘storico’ di Pesaro che ne ha saputo documentare negli anni la vita artistica in tutte le sue stagioni con sguardo attento e appassionato – e al suo lavoro sul Cinema Duse, luogo davvero iconico della città, non più fruito ma ancora ben vivo nella memoria con il suo progetto magnifico che univa mirabilmente architettura e arte contemporanea. ‘spazio bianco’ si presenta dunque con la mostra ‘Il Duse. Cinema Divino’ a cura di Marcello Smarrelli che inaugura venerdì 24 luglio alle 19 e sarà visitabile fino al 16 agosto.

Il Cinema Duse è un’architettura dalla lunga e affascinante vita: in origine secentesca chiesa di San Filippo, dal 1882 sede del Liceo Musicale Rossini e ancora dal 1926 teatro, inaugurato il 12 ottobre da Luigi Pirandello presente alla messa in scena del suo Sei personaggi in cerca d’autore; proprio da questa gloriosa fase l’intitolazione a Eleonora Duse. Nel 1952 l’architetto Nicola Amoroso prende in mano il progetto che porterà al cinema e al suo arredo unico; vale la pena ricordare il lampadario bicolore di Lucio Fontana e il pannello scultoreo di Giò Pomodoro. L’energia potente del luogo colpisce profondamente Sereni che nel 1990 invitato a partecipare alla mitica mostra ‘Cronovideografie: Pesaro tra provincia e mondo, 1945-1980’, realizza degli scatti in bianco e nero all’interno del cinema in disuso. Quegli scatti – che danno forma ad un ambiente davvero speciale che evoca arte e socialità – oggi tornano visibili allo ‘spazio bianco’. Accanto a loro, unica presenza umana, il nudo femminile del 2018 – La Divina – in onore di una donna che ha dato il suo nome ad un cinema simbolo di un fervore artistico e culturale unico per la città.

La mostra è accompagnata da un catalogo con testo di Milena Becci, curatrice e storica dell’arte.

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