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Sanità: “prime scelte della Giunta regionale delle Marche non vanno in giusta direzione”

Art. 1, Movimento Democratico e Progressista: "servono un presidente ed un assessore che non si contraddicano l'un l'altro"

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Una confusa indecisione, con accelerazioni e ritorni indietro, caratterizza l’azione della giunta regionale, in generale,e del suo presidente e dell’assessore alla sanità, in particolare. Si fatica a capirne l’orientamento operativo e strategico.

Si grida alla luna perché la regione è stata collocata in zona arancione, poi però ci si affretta a decidere ulteriori restrizioni, creando disorientamento ed preoccupazione tra i cittadini marchigiani. Si annuncia che a breve potremo tornare in zona gialla, fingendo di non sapere che l’utilizzo delle terapie intensive, nelle Marche, è al 49 per cento, quando la soglia indicata come critica dal Governo, del 30 per cento, non permetterà il rapido cambio di colore, dall’arancione al giallo.

Si continuano a trattare in maniera diversa i cittadini, i territori e le strutture ospedaliere. Alcuni ospedali sono considerati fonte di risorse professionali da portare via per obbiettivi ritenuti “privilegiati” come sembra essere l’utilizzo del COVID Hospital di Civitanova. Quella scelta era sbagliata all’origine e continua ad esserlo nella gestione.

Non c’è personale libero, specializzato, da destinare a tale struttura ed allora lo si prende dove è già insufficiente, come ad Urbino. Urbino è lontano dal centro dell’impero e si ha la speranza che se ne accorgano in pochi. Bene ha fatto il sindacato a porre la questione: si sguarnisce un servizio e si appesantiscono gli orari di coloro che hanno accettato il trasferimento.

Pare addirittura che venga utilizzato il giorno dì riposo…L’assessore Saltamartini comunica, con soddisfazione, la disponibilità del privato a mettere a disposizione di malati COVID i propri spazi,ma non porta a conoscenza dei cittadini e delle amministrazioni del territorio di riferimento, le condizioni dell’accordo. Ha avuto la garanzia che il personale abbia avuto la formazione per trattare pazienti COVID? Sa se il personale verrà preso da servizi già in essere, bloccandone l’attività, o sarà assunto? Quali attività ambulatoriali verranno sospese per permettere l’utilizzo di strutture in cogestione pubblico/privato? Sa l’assessore che nelle zone interne, nel caso, ad esempio, che anche a Cagli venisse attivato un reparto COVID nello spazio di riabilitazione del Santo Stefano, ci sarebbe un’ampia zona senza ambulatori specialistici?

Da Pesaro ci si può spostare a Fano, più complicato e disagevole, se non impossibile, è l’accesso ai servizi nelle zone interne, anche in tempi normali. Articolo 1 ritiene che per tutelare la salute dei marchigiani servano serietà di comportamenti e di contenuti, competenza e responsabilità per prendere decisioni ponderate, univoche, in grado di garantire, oltre alle cure adeguate, la sicurezza dei pazienti, degli operatori e della comunità stessa. Servono un presidente ed un assessore che non si contraddicano l’un l’altro. Ed intanto il COVID non si ferma.

Da Marinella Topi, coordinatrice di Art.1 Pesaro Urbino

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