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Pesaro aderisce alla Carta Europea dei Diritti delle Donne nello Sport

L'assessore Mila Della Dora: "Azione necessaria per il superamento delle differenze di genere nel settore"

Mila Della Dora

Garantire pari accessibilità a tutti gli sport sin dall’infanzia, sensibilizzare i più giovani, contrastare gli stereotipi di genere e ad ogni forma di discriminazione nelle attività, promuovere lo sport femminile e l’inclusione delle donne nei posti dirigenziali: questi gli obiettivi che si pone l’Amministrazione comunale con l’adesione della città alla Carta Europea dei Diritti delle Donne nello Sport, elaborata dalla UISP (Unione Italiana Sport Per tutti) con altri partner internazionali.

Non solo un atto formale, assicura Mila Della Dora, assessore alla Coesione e al Benessere, nel presentare il codice di rispetto dei diritti delle donne nella pratica degli sport: «Ci impegneremo a promuovere azioni positive per superare le differenze di genere, coinvolgendo il CONI, le Federazioni, le associazioni, i tifosi e le società sportive del territorio» perché i principi espressi nella carta, «sono i medesimi di quelli che guidano l’azione del Comune di Pesaro, che si pregia anche di essere Città dello Sport – aggiunge Della Dora, anche ex arbitro -. Un riconoscimento da ricordare, valorizzare costantemente e da omaggiare con buone pratiche che siano da esempio per le altre amministrazioni e, soprattutto, da guida per i cittadini».

Tra le iniziative previste: un analisi della presenza di donne e uomini nella pratica motoria e sportiva pesarese; la promozione di incontri informativi e seminari di approfondimento della Carta; prevede dei percorsi formativi e di aggiornamento nelle scuole per inserire il tema nel piano didattico; incrementare le opportunità motorie e sportive rivolte a ragazze e donne superando le differenze socio-economiche, culturali, etniche e religiose; operare affinché nelle competizioni sportive, a partire da quelle promosse o sostenute dal Comune di Pesaro, i premi gara siano di uguale entità per uomini e donne; vigilare e contribuire affinché il linguaggio e le immagini utilizzate per comunicare li eventi sportivi femminili siano rispettosi e incentrati sulle caratteristiche tecnico sportive.

Tra gli obiettivi, anche quello di «introdurre e valorizzare, nei criteri di concessione di spazi e impianti, di contributi, di agevolazioni o sovvenzioni, i principi e le azioni concrete messe in atto per favorire la pratica sportiva e l’assunzione di ruoli di responsabilità delle donne». Tramite il provvedimento, le società sportive e le tifoserie saranno invitate a denunciare abusi sessisti sugli spalti, come cori e striscioni, e ogni forma di discriminazione, insulto e atto lesivo della dignità delle donne.

A dare avvio all’iter che ha portato all’adesione di Pesaro alla Carta è stata una mozione a firma della consigliera Pd Anna Maria Mattioli, condivisa dalle commissioni Donne Elette e Pari opportunità, e approvata all’unanimità in Consiglio comunale il 1° febbraio: «Lo sport ricopre un ruolo fondamentale nello sviluppo psicofisico e deve essere riconosciuto come mezzo di miglioramento della qualità della vita, eliminando ogni forma di discriminazione indipendentemente dalla razza, disabilità, nazionalità, orientamento sessuale ma soprattutto dal sesso».

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