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Marche, terra di grandi campioni del calcio: da Mancini a Destro

Jesi ed Ascoli hanno contribuito ad arricchire di estro e talento il mondo del calcio

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Roberto Mancini, nuovo testimonial Regione Marche

Jesi e Ascoli Piceno. Due piccoli centri dell’entroterra marchigiano che quasi si equivalgono per numero di abitanti. Ma la qualità delle cose non si nasconde mai nella quantità.

A dispetto della loro estensione e del numero di anime che li popola, Jesi ed Ascoli hanno contribuito ad arricchire di estro e talento il mondo del calcio. Perchè a Jesi non è nato un calciatore qualunque, ma un certo Roberto Mancini, orgoglio del piccolo centro in provincia di Ancona. E 140 chilometri più giù, in collina, dove non si vede il mare, Riccardo Orsolini e Mattia Destro hanno mosso i primi passi sul rettangolo verde.

Il passato di Mattia inizia alla Punto Juve in provincia di Ascoli. Stessi colori, ma il nome tradisce una certa fedeltà campanilistica. Approda all’Ascoli e poi all’Inter, nelle formazioni di giovanissimi e allievi. La svolta arriva con il prestito al Genoa, con cui debutta in Serie A nel 2010 contro il Chievo. Dal Genoa al Siena nella stagione successiva dove si rende protagonista di 12 marcature. Il futuro scalpita, il talento si fa notare. Mattia approda alla Roma nel triennio 2012-2015 dove realizzerà in tutto 24 reti alla corte dei giallorossi. Infine il grande salto al Milan dove resterà solo sei mesi prima di essere ceduto al Bologna. Mattia alterna prestazioni altalenanti con i felsinei: in cinque anni realizza 29 marcature prima di passare di nuovo al Genoa. 22 reti con i rossoblù e oggi in forza all’Empoli. Eppure Mattia non dimentica l’emozione della maglia azzurra: quella indossata per ben quattro volte nel 2014 in occasione delle qualificazioni ai Mondiali contro Bulgaria, Malta, Danimarca e Norvegia.

Mattia Destro, 3 milioni come valore di mercato, proverá quest’anno a dare il proprio contributo prezioso all’Empoli per raggiungere la classica salvezza tranquilla. Dando un’occhiata alle quote dei più importanti e autorevoli siti scommesse, gli azzurri toscani non sono i più accreditati alla retrocessione, questione riservata piuttosto ad altre squadre meno attrezzate, neo promosse in primis. Il contributo di Mattia, dunque, sarà determinante per il mantenimento dei pronostici in casa empolese.

Ma Ascoli Piceno incrocia anche il destino di Riccardo Orsolini, oggi 24enne. Inizia a 7 nel vivaio dei bianconeri piceni e transita ai bianconeri più blasonati d’Italia, la Juve, il 30 gennaio 2017. Il futuro scalpita anche per lui. Dalla Juventus all’Atalanta in prestito, dove resterà fino al 2018 per passare al Bologna, squadra attuale dove ha realizzato 29 reti in 144 gare. Nemmeno Riccardo dimentica l’emozione di indossare la maglia azzurra, soprattutto quella in occasione dell’unica gara ufficiale giocata finora per le qualificazioni Euro 2020 contro l’Armenia: gara finita con un roboante 9-1. Al ‘78 è proprio lui a firmare l’ottavo gol per gli azzurri alla Favorita di Palermo. Riccardo è ancora giovane, il futuro promette ancora soddisfazioni per lui, con maglie di club e nazionale. Ascoli Piceno sorride.

Infine, c’è un ex atleta nato 140 chilometri più a nord, nel 1964. A Jesi nessuno immaginava che Roberto avrebbe riempito di estro e talento il calcio italiano. La sua, del resto, è una storia piuttosto conosciuta. La carriera si compie nella Sampdoria di Mantovani nel 1990: i blucerchiati del tricolore, la coppia d’oro del Marassi e della nazionale con un certo Gianluca Vialli, che oggi lo segue in seconda alla guida degli Azzurri. Quegli Azzurri croce e delizia che lo hanno portato in paradiso a Wembley e all’inferno a Palermo con la mancata qualificazione a Qatar 2022. Roberto che peraltro avrà ancora qualche problema con le prossime qualificazioni considerando che in Serie A il gol non parla italiano: brutta storia quella di dover convocare gli avanti della nazionale. Ma in fondo, a Roberto si può perdonare tutto. Fortuna o bravura, ha portato l’Italia sul tetto d’Europa: successo che mancava dal 1968. E ancora: 132 gol dall’82 al ‘97 con la Samp, vera bandiera dei blucerchiati con il record di 544 presenze. Prodezze con la Lazio da centravanti, triplo scudetto con l’Inter, primo posto in Premier con il City, quattro titoli di Coppa Italia, uno di FA Cup. Quasi non basterebbe un intero almanacco per elencare tutto il suo personalissimo palmarès. Roberto da Jesi ha inorgoglito un pezzetto di Marche e l’Italia intera. Chapeau.

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