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Inaugurato al porto di Pesaro uno dei murales più lunghi al mondo

"Questa è una delle cartoline più belle della città, un pezzo di Pesaro che le persone si portano nel cuore"

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Murale realizzato presso il porto di Pesaro

Il Molo di Levante e quello di Ponente si trasformano in una delle opere di street art urbane, realizzate da un solo artista, più lunghe d’Europa. Misura infatti oltre 800 metri lineari, 1700 metri quadrati, il murale del portoghese Hazul, dedicato alla “La natura della cultura” di Pesaro2024, che colora il Portobello.

«Uno spazio molto vissuto dai cittadini – spiega il sindaco Matteo Ricci – che stiamo cercando di rendere sempre più bello e accogliente, anche attraverso opere come queste, che colorano e riqualificano la città. Un progetto che stiamo portando avanti da anni grazie al coinvolgimento di artisti locali e internazionali, che punta a trasformare i luoghi grigi della città in vere e proprie opere da ammirare, magari anche attraverso un percorso ciclabile che racconta Pesaro2024 e la sua street art. Ora stiamo ragionando su come completare l’ultima parte del Molo di Ponente, che verrà inaugurata i primi di settembre. Sarà rappresentata una frase, dedicata alla nostra identità e alla natura della Cultura di Pesaro2024». Poi conclude: «Questa è una delle cartoline più belle della città, un pezzo di Pesaro che le persone si portano nel cuore, diventato parte del nostro marketing territoriale. Continueremo a valorizzarlo, stiamo trattando con l’Autorità portuale per trovare alternativa ai paletti».

Come spiega il coordinatore eventi del Comune di Pesaro Massimiliano Santini «non si è trattata di un’operazione semplice, perché oltre a colorare si è dovuto intervenire anche sull’armatura della struttura, arrugginita nel tempo dalle intemperie e dalla salsedine del mare. I lavori sono iniziati con la rimozione del bellissimo murale realizzato nel 2017 da Tellas e Re/Ur (Reperti urbani), una pulitura minuziosa che oggi consente di restituire alla città non solo una bellissima opera d’arte, ma anche una struttura riqualificata». Partner del progetto Bartoli Vernici, «che ha affiancato e fornito assistenza all’artista per la scelta della vernice utilizzata (di alto profilo al quarzo ndr) e alle autorità che ci hanno consentito di svolgere al meglio questa opera».

All’interno del murales sono riportate sette icone della città di Pesaro, come il faro, la Palla e la ceramica, che i cittadini e turisti potranno divertirsi a scoprire.

«Abbiamo dato un supporto tecnico per cercare di dare il migliore ciclo applicativo più resistente in un ambito estremo come questo – così Omar Barloli Vernici – , cercando di fornire materiale al top, per opere di questo tipo, realizzate in un luogo bellissimo ma molto delicato»

Hazul è un’artista portoghese, riconosciuto come uno dei migliori al mondo. Le sue opere si trovano in Svizzera, Argentina, Russia, Spagna, Stati Uniti, Polonia. «Il progetto “Ancora”, dalla serie “Maré”, si ispira all’universo acquatico e organico e si basa sulla rappresentazione di movimento e fluidità, combinati con immagini astratte e simboli stilizzati. È una composizione che trasporta la mente nel mondo dei sogni, dei viaggi e dei luoghi che ci confortano. Applicata specificamente a superfici e pareti sagomate orizzontalmente, la composizione può essere combinati all’infinito e in sequenza, dando un senso di continuità punteggiato da vari simboli che portano una costante novità lungo il percorso. La serie si inserisce perfettamente nel muro che mi è stato suggerito a Pesaro, un porto di pescatori con le pareti che vanno in mare, un luogo pieno di vita, dove finisce il fiume, inizia il mare, le barche partono per la loro avventura quotidiana e il la gente riposa guardando il tramonto. L’opera cerca di riflettere tutti questi elementi oltre che di avvicinarsi ad alcune particolarità della città e della regione come il faro, la “Palla di Pomodoro”, i fiori di ginestre e le ceramiche. Da tutto questo connubio nasce l’opera “Âncora”, un murale che mira a rafforzare il legame con il mare e la terra». Hazul è un’artista autodidatta, ha Porto come culla e le sue vecchie strade come scenario di crescita artistica. I primi interventi nello spazio pubblico appaiono nel 1997 sotto lo pseudonimo di Pong 02, periodo in cui scopre il movimento Hip Hop e più specificamente i graffiti. Il disegno di lettere è stato l’obiettivo principale per alcuni anni, ma il tempo lo ha portato ad esplorare altre strade. Dal 2008, dopo aver consolidato la lingua e stabilito un corso oggettivo per il suo lavoro, ha assunto l’attuale nome di Hazul. Le creazioni appaiono ora con una dimensione più onirica e simbolica, dove viene affrontato il rapporto tra l’organico e il geometrico, tra esseri e oggetti o tra il materiale e l’etereo. Le linee forti fanno risaltare il disegno su punti ordinati e talvolta fluttuanti. Si notano influenze dell’arte primitiva, antiche civiltà o popoli tribali, risultando in un linguaggio universale e senza tempo. Il suo lavoro continua ad avere la strada come ambientazione principale, mantenendo questo dialogo costante tra il mondo contemporaneo e quello ancestrale. Oltre alle pareti, utilizza anche tele, carte e oggetti trovati come mezzi per esprimersi. Il suo curriculum comprende diverse partecipazioni ad eventi e mostre

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