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Pesaro adotta l’Accordo quadro per gli interventi di inclusione nell’Ats 1

L'assessore Pandolfi: "Uno strumento che può agevolare l’erogazione dei servizi"

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Luca Pandolfi

Il Comune adotta “l’Accordo quadro per interventi per l’inclusione nell’Ats1”, un nuovo strumento per la gestione dei Servizi sociali dell’Ambito Territoriale Sociale 1 di cui è capofila. «È una nuova modalità che permette di attivare appalti di servizi – spiega Luca Pandolfi, assessore alle Politiche sociali del Comune di Pesaro e presidente del Comitato dei Sindaci dell’Ats1 –. Uno strumento che può agevolare l’erogazione dei servizi in una fase in cui le risorse arrivano in modo disomogeneo e discontinuo. Per il Sociale è la prima volta, e ciò segna un passaggio innovativo».

Pandolfi spiega le difficoltà affrontate negli ultimi anni nella gestione delle risorse destinate al settore: «In passato arrivavano in modo più regolare, mediamente su base annuale» L’assessore cita l’esempio dei contributi regionali destinati alle disabilità sensoriali, «Fino a due anni fa le risorse arrivavano con l’intera somma, a luglio (circa 160mila euro); ciò ci permetteva di garantire continuità alle famiglie. Nel 2024 e 2025, invece, le risorse sono arrivate a tranche (come previsto dal decreto di ottobre 2024 da 15.870,20€, da quello di febbraio 2025 da 56.067,5€ e dalla successiva variazione al bilancio da 108.942,25€): una quota era arrivata a dicembre, una seconda in primavera e una terza a giugno; il saldo finale addirittura ad agosto. Una frammentazione di erogazioni che impedisce, di fatto, al soggetto pubblico di gestire in modo armonico e programmatico i suoi servizi. Con l’Accordo quadro, invece, man mano che arrivano, le risorse possono essere subito destinate e il servizio può partire. Si velocizzano quindi gli iter amministrativi e non si fanno ritardi».

L’Accordo quadro, avrà una durata di quattro anni a decorrere dal 1° febbraio. «Si tratta di una novità “storica” per il welfare locale, pensata per rispondere in modo più efficace a un contesto di finanziamenti sempre più spezzettati e distribuiti nel tempo».

A sottolineare il valore del nuovo strumento, dal punto di vista organizzativo, è il coordinatore dell’Ats1 Andrea Mancini: «La scelta di adottare l’Accordo quadro nella gestione dei Servizi sociali dell’Ambito Territoriale Sociale n. 1 nasce dalla necessità di garantire continuità agli interventi. È una modalità realmente più aderente alla complessità attuale, perché consente di attivare i servizi attraverso contratti attuativi, seguendo tempi, importi e finalità dei diversi finanziamenti assegnati all’Ambito. Diamo una risposta all’esigenza di flessibilità».

L’Accordo riguarda 4 ambiti di intervento: il contrasto alla povertà e alle emergenze sociali, la valorizzazione delle competenze personali e l’attivazione dei tirocini di inclusione sociale, il trasporto e l’accompagnamento di persone in condizione di fragilità verso luoghi di cura, riabilitazione e socializzazione, e infine il sostegno alle famiglie, con azioni di supporto alla genitorialità e interventi mirati rivolti anche agli adolescenti.

La procedura di gara dell’Accordo, spiega Pandolfi, «ha permesso di individuare i soggetti del Terzo settore e del volontariato che supportano l’Amministrazione per la gestione dei diversi servizi, per un valore complessivo pluriennale che supera i 5 milioni di euro. L’Accordo quadro, però, non comporta un impegno di spesa automatico: i servizi verranno attivati progressivamente, attraverso contratti specifici, in base ai bisogni rilevati e alle risorse effettivamente disponibili».

«Questo strumento – conclude Pandolfi – ci permette di essere più reattivi e più concreti. In un momento storico complesso, significa riuscire a non interrompere gli interventi e a restare davvero vicini alle persone che ne hanno bisogno. Ricordo che la continuità, soprattutto nell’erogazione dei servizi sociali, è fondamentale per dare serenità alle famiglie che possono così gestire in maniera migliore, programmando le spese e i tempi, le complessità quotidiane che si trovano a vivere».

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