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Fossombrone: un altro caso di suicidio nelle carceri

Il Garante Tanoni chiede a Orlando interventi risolutori sullo stato dei penitenziari marchigiani

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In seguito al suicidio del detenuto campano avvenuto venerdì 14 novembre scorso, quando l’uomo ha deciso di impiccarsi nel bagno della sua cella nella casa circondariale di Fossombrone, il Garante dei diritti dei detenuti delle Marche Italo Tanoni ha scritto al ministro della Giustizia Orlando perché assuma “tutti i provvedimenti necessari per porre fine a una situazione di degrado che appartiene non solo al carcere di Fossombrone, ma anche ad altre realtà delle Marche“.

Due i suicidi avvenuti a distanza di poche settimane nel carcere della città in provincia di Pesaro, più un tentato incendio in una cella.

In una comunicazione al Guardasigilli dello scorso 10 ottobre con in allegato un esposto firmato da 100 detenuti, Tanoni aveva già evidenziato tutte le criticità e le problematiche di un penitenziario che come quello di Fossombrone conta 170 reclusi, un numero oggettivamente esorbitante.

La casa di reclusione di Fossombrone costruita alla fine dell’800, ospita detenuti in regime di ergastolo in alta sorveglianza e detenuti comuni, condannati per la maggioranza per delitti gravi contro la persona e il patrimonio. Nella missiva a Orlando, che sarà trasmessa per conoscenza anche ai vertici nazionali del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Tanoni sollecita interventi anche in altre realtà strutture carcerarie delle Marche, come Fermo e Camerino, “in cui i detenuti sono relegati in strutture del tutto fatiscenti“.

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