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Dopo oltre 100 anni torna disponibile a Pesaro il Fondo Perticari

Si procede all'inventario dei tanti documenti lasciati dal letterato

Giulio Perticari

Acquistato nell’ultimo decennio del XIX secolo, il fondo Perticari conservato presso la Biblioteca Oliveriana è stato esplorato parzialmente agli inizi del Novecento.

Allora parte dei documenti (relativi a Giulio Perticari e alla moglie Costanza Monti) ne sono stati scorporati per venir inseriti tra i manoscritti elencati nei volumi degli Inventari dei manoscritti delle biblioteche d’Italia dedicati alla Biblioteca Oliveriana: sette volumi realizzati dal bibliotecario Ettore Viterbo, il primo dei quali uscì nel 1923.

Continuava però a mancare un inventario generale del fondo, e in quelle condizioni le oltre 100 buste che lo componevano non potevano essere ammesse alla consultazione.

Le cose sono cambiate grazie al generoso sostegno di Franco Signoretti (Xanitalia). Tramite un suo finanziamento, è stato dapprima censito e preordinato il fondo; da tale indagine è risultato che la maggior parte dei documenti si colloca fra la seconda metà del Sette e la fine dell’Ottocento, con un esiguo numero di documenti precedenti e posteriori. Ora poi, sempre grazie all’intesa fra Ente Olivieri e Xanitalia, si procede all’inventariazione vera e propria, già iniziata da qualche mese: salvo sorprese, sempre possibili con i fondi archivistici poco noti, tale fase dovrebbe concludersi entro l’estate 2016.

Intanto sono state individuate la principali serie di cui si compone il fondo; i fascicoli di ciascuna serie sono stati numerati e indicate le relative collocazioni. Così, dopo più di cent’anni, il fondo Perticari è praticamente aperto alla consultazione. Gli studiosi interessanti potranno dunque accedere alle serie di loro interesse, ovviamente secondo le procedure di  consultazione messe in atto per tutti gli altri fondi archivistici.

Si sta altresì studiando di procedere alla scansione del fondo Perticari: in tre mesi di attività sono state realizzate oltre 10.000 immagini, consultabili presso i locali della Biblioteca Oliveriana. Il cattivo stato di conservazione di parte dei materiali archivistici rende impossibile, a oggi, predire se alla fine la digitalizzazione sarà totale o parziale.

 

da R.P. Uguccioni

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