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+Europa gruppo Pesaro Urbino: “La legge sull’aborto c’è e va rispettata”

"Non è il diritto ad abortire ad essere retroguardia ma solo la Giunta Regionale e le sue idee"

+EUROPA PU

Troviamo sconcertanti le parole usate dalla maggioranza di destra nel dibattito sulla mozione (poi bocciata), presentata da PD e Rinasci Marche, per il monitoraggio dei diritti sanciti dalla legge 194 – prima firmataria Manuela Bora, PD.

La giunta ha dichiarato infatti che non si adeguerà alle indicazioni ministeriali sulla pillola abortiva, impedendo così l’accesso alla RU486 nei consultori marchigiani, aggiungendo che favorirà il coinvolgimento di associazioni ultraconservatrici e antiabortiste come PROVITA (per un “sostegno alla natalità”).

Il governo regionale confonde il problema della denatalità con quello dell’accesso all’aborto, garantito dalla Legge 194/1978, ignora gli obblighi derivanti dalla stessa legge, anche di vigilanza (art. 16) e fa una scelta politica ultraconservatrice su un tema di carattere medico-scientifico. L’assessore alla salute infatti dimentica (rectius: fa solo finta di non sapere) che la circolare dell’agosto scorso del Ministero del Salute sulla pillola abortiva, applica e riporta solo gli orientamenti dell’OMS, dell’AIFA e del Consiglio Superiore di Sanità, i quali hanno concordemente affermatonon esser più necessario il ricovero ospedaliero (riducendo così anche lo stress per la donna) ed hannoesteso l’utilizzo della pillola fino alla nona settimana.

L’assessore alla salute Saltamartini durante il dibattito ha ricordato che l’accesso alla pillola abortiva è ormai garantito in tutta l’Unione Europa, ma ha manifestato anche insofferenza per la perdita dei valori cristiani in Europa, e scetticismo nei confronti della laicità.

Dietro i veti della maggioranza alla pillola abortiva e alla garanzia del diritto all’aborto si nascondono solo pregiudizi di retrogradi, visione patriarcale della famiglia e paura della libertà della donna.

Noi di +Europa, sempre a favore della laicità dello Stato e al fianco delle donne a garanzia dei loro diritti, riteniamo che il diritto all’aborto debba essere garantito, nei termini previsti da quella legge 194 dalle destre tanto osteggiata, anche nella Regione Marche, e non reso sempre più difficoltoso da una giunta retrograda e da un esercito di medici obiettori.

La legge c’è e va rispettata. No ad un ritorno al passato, fatto di aborti clandestini, e No alle tesi antiscientifiche, mascherate da sostegno alla natalità. Siamo pronti a lottare su questo tema assieme a tutte le altre forze politiche moderate della Regione, perché riteniamo inaccettabili queste battaglie ideologiche oscurantiste da parte della destra, fatte calpestando i diritti e i corpi delle donne.

Da +EUROPA PÙ gruppo per la Provincisa di Pesaro Urbino

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