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Omicidio Bruzzese a Pesaro: eseguiti 4 provvedimenti di fermo

L'accusa è di partecipazione ad associazione di tipo mafioso, omicidio, porto e detenzione illegale di armi

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arresto dei Carabinieri, 112, manette

Il 4 ottobre 2021, i Carabinieri del ROS, con il supporto in fase esecutiva dei Comandi Provinciali di Ancona, Reggio Calabria, Catanzaro, Brescia, Napoli, Torino, Pesaro, Vibo Valentia e del Gruppo Intervento Speciale (GIS), hanno dato esecuzione a due provvedimenti di fermo di indiziato di delitto del Pubblico Ministero, emessi dalle Procure Distrettuali di Ancona e di Reggio Calabria.

Destinatari dei provvedimenti sono quattro soggetti accusati di partecipazione ad associazione di tipo mafioso, omicidio, porto e detenzione illegale di armi, reati questi ultimi aggravati dall’aver commesso i fatti al fine di agevolare l’associazione di tipo mafioso denominata ‘ndrangheta.

Le articolate attività investigative, sono state avviate dalla Procura Distrettuale di Ancona a seguito dell’omicidio di Bruzzese Marcello, avvenuto il 25 dicembre del 2018 a Pesaro, dove l’uomo risiedeva in località protetta, in quanto era il fratello del collaboratore di giustizia Bruzzese Girolamo Biagio, parte alla cosca “CREA” di Rizziconi (RC) e dalla quale si era dissociato nel 2003 dopo aver cercato di uccidere Crea Teodoro, capo della suddetta cosca, nell’ottobre dello stesso anno.

Le attività investigative protrattesi per quasi tre anni hanno portato alla identificazione degli organizzatori ed esecutori materiali del delitto V.R., T.M. e C.F. e hanno permesso di ricostruire le varie fasi in cui il progetto omicidiario è stato portato a compimento.

Le indagini hanno poi accertato come nei periodi immediatamente precedenti all’omicidio gli indiziati avevano condotto minuziosi e ripetuti sopralluoghi per studiare le abitudini della vittima, servendosi, in queste circostanze, di documenti falsi e di una serie di accorgimenti utili a impedire la propria identificazione. I malviventi controllavano anche i fratelli di Bruzzese Marcello, residenti in altre e diverse località protette, cercando di avere contatti con loro sul web, utilizzando fittizi account.

Le indagini della Procura Distrettuale di Reggio Calabria, svolte in sinergia con quella di Ancona, completano il quadro ricostruttivo collocando T.M. nel contesto mafioso calabrese. L’uomo, infatti è stato anche raggiunto dal provvedimento precautelare emesso dalla Procura reggina in quanto accusato di appartenere alla ‘ndrangheta ed in particolare alla cosca CREA, quale uomo di fiducia di Crea Domenico.

Il provvedimento restrittivo ha riguardato L.V., anche lui indagato per essere partecipe della cosca CREA, il quale nel corso del tempo ha avuto strette relazioni con il capo cosca Crea Teodoro.

Dalle indagini è emerso che T.M. e L.V stavano pianificando più attentati omicidiari per carico di CREA Domenico, anche come ritorsione per l’emissione della sentenza di condanna emessa il 12 dicembre 2020 dalla Corte di appello di Reggio Calabria a carico di Crea Teodoro, Crea Giuseppe cl 78 e  Crea Antonio cl 63. E’ risultato coinvolto nella pianificazione degli attentati omicidi anche C.F.

Dall’insieme delle prove raccolte dal ROS  è stato possibile stabile che l’omicidio è stato svolto nell’interesse dalla cosca Crea a seguito della decisione presa da Bruzzese Girolamo Biagio nel 2003 di collaborare. Non è stata individuata nessun altra possibile causale alternativa che riconduca a rapporti personali tra gli esecutori dell’omicidio e la vittima.

All’omicidio va quindi attribuita una valenza strategica è stato eseguito infatti per rimarcare il proseguire delle attività della cosca “CREA” e della sua capacità di intimidazione, scoraggiando altre possibili collaborazioni con la giustizia.

Le indagini condotte dal ROS, sotto la direzione delle Procure Distrettuali di Ancona e Reggio Calabria, fanno parte di una più ampia strategia di contrasto alla ‘ndrangheta condotta dall’Arma dei Carabinieri su tutto il territorio nazionale che hanno lo scopo di identificare presenze mafiose e disarticolazione delle strutture, ormai diffuse in varie parti d’Italia e all’estero.

Contestualmente la Procura Distrettuale di Brescia, nel medesimo contesto investigativo, ha emesso altri provvedimenti precautelari.

Le complesse attività investigative sono state coordinate dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.

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