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Pubblicato uno studio sulla qualità dell’aria negli spazi dell’Università di Urbino

Il monitoraggio ambientale ha riguardato nello specifico il Polo didattico "Paolo Volponi"

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La qualità dell’aria nei luoghi della formazione è un tema sempre più centrale nella progettazione degli spazi destinati alla didattica e alla vita collettiva. In questo scenario si colloca lo studio “Improving Indoor Air Quality in a University Teaching Complex: Continuous Monitoring and the Impact of Renovation Works”, pubblicato sulla rivista internazionale Atmosphere e dedicato al monitoraggio ambientale dell’Area Scientifico-Didattica Paolo Volponi dell’Università di Urbino.

La ricerca ha osservato l’andamento di parametri come particolato, CO₂, composti organici volatili, temperatura e umidità, con l’obiettivo di valutare l’impatto delle soluzioni adottate negli spazi interni e raccogliere dati utili alla gestione futura della struttura. Il lavoro si inserisce in un più ampio programma di attività avviato dall’Ateneo e orientato al miglioramento delle condizioni di salubrità degli edifici universitari.

“I sistemi di purificazione e sanificazione dell’aria sono dispositivi tecnologicamente avanzati che consentono un’osservazione continua dei parametri di qualità dell’aria garantendo standard di salubrità immediati e costanti. In strutture complesse, come quella dell’ASD Paolo Volponi, risultano fondamentali come ponte operativo per agevolare nel contempo una corretta progettazione impiantistica e una migliore programmazione degli interventi strutturali. L’obiettivo finale rimane l’ottimizzazione complessiva degli impianti di trattamento dell’aria della struttura, un percorso in cui la tecnologia CSA funge da supporto strategico per rendere gli interventi migliorativi sostenibili e tecnicamente accurati”, spiega Alessandro Gambarara, Responsabile dell’Ufficio prevenzione e sicurezza dell’Università di Urbino.

Tra le tecnologie considerate nello studio emergono, infatti, i sistemi CSA – Continuous Sanitization Air sviluppati dall’ex spin-off di Uniurb STE – Sanitizing Technologies and Equipments Srl, progettati per la sanificazione e la purificazione dell’aria indoor e integrati nel sistema di controllo tecnico delle sedi accademiche. L’idea alla base è quella di utilizzare indicatori a flusso costante sul comfort interno, per supportare la pianificazione degli interventi e la gestione degli impianti nel lungo periodo.

“Questa pubblicazione – osserva Mattia Paolo Aliano, Amministratore delegato di STE – conferma l’importanza di integrare ricerca scientifica, monitoraggio ambientale e tecnologie innovative nella gestione degli edifici complessi. Palazzo Volponi rappresenta un contesto significativo per valutare come la qualità dell’aria indoor possa entrare nella programmazione degli interventi di miglioramento delle strutture universitarie. I sistemi CSA si inseriscono in questa prospettiva offrendo strumenti per la sanificazione, la purificazione e il controllo continuo dell’aria. Si tratta di un’esperienza nata in ambito universitario che ha trovato applicazione anche in altri contesti sensibili al benessere delle persone: dai trasporti agli studi medici, dalle palestre alle strutture ricettive orientate alla healthiness, tra cui il The Promenade Luxury Wellness Hotel di Riccione”.

 

da: Università degli Studi di Urbino Carlo Bo

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