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Delitto di Ismaele Lulli a Sant’Angelo in Vado: gli accusati non rispondono in Tribunale

L'incidente probatorio si è svolto ad Urbino: intanto Igli Meta ha scritto ai genitori di Ismaele

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Igli Meta e Marjo Mema

Ha optato per la facoltà di non rispondere Igli Meta, accusato dell’omicidio di Ismaele Lulli, nel corso dell’incidente probatorio svoltosi nel Tribunale di Urbino mercoledì 9 marzo.


Anche l’altro indagato per lo stesso reato, Marjo Mema, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Igli Meta ha scritto una lettera ai genitori del ragazzo, ucciso a Sant’Angelo in Vado nel luglio 2015 a 17 anni, nella quale avrebbe espresso parole di scuse e di pietà per la vittima.

Il pm Lilliu ha però contestato all’imputato pure l’aggravante della tortura, visto che la perizia medica ha accertato che, prima di venire sgozzato, Ismaele Lulli fu colpito al torace con 4 coltellate non mortali.

Da quanto si è appreso, Igli Meta sceglierà il rito abbreviato, mentre Marjo Mema opterà per quello ordinario.

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