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Discarica di Riceci, la replica del presidente provinciale Paolini ai vertici della Regione

"L’unico ritardo estremo è quello della commissione regionale"

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Giuseppe Paolini

«Inesatte e pretestuose». Il presidente Giuseppe Paolini definisce così le ultime dichiarazioni della Regione sul caso Riceci. «L’assessore Aguzzi attacca nuovamente la Provincia con modalità strumentali. Sostiene che l’istruttoria è arrivata dal nostro ente alla Regione con ‘estremo ritardo’ dopo il sopralluogo della commissione dello scorso 16 aprile. Afferma che il documento è privo di specifiche indicazioni sulla necessità di apporre un vincolo. Bene, facciamo ordine».

Punto primo: «Non corrisponde al vero che la Provincia era assente al sopralluogo di Riceci. Era presente il delegato tecnico dell’ente, l’architetto Carmen Storoni. Per fare chiarezza mancava invece la presidente della commissione regionale per la tutela del paesaggio». Ancora: «Qui l’unico ritardo estremo è quello della commissione regionale, che ha ricevuto l’atto di iniziativa per l’apposizione del vincolo dal Comune di Petriano a dicembre dello scorso anno. In base alle normative (articolo 138 del codice del paesaggio, ndr) aveva 60 giorni per dare seguito all’istanza, formulando la proposta di vincolo alla giunta regionale. Stiamo ancora aspettando».

Non solo: «Dopo il sopralluogo a Riceci dello scorso 16 aprile, come da sua richiesta la commissione regionale ha ricevuto una relazione istruttoria esaustiva e articolata dagli uffici provinciali dallo scorso 10 maggio, quindi da oltre 40 giorni. All’interno del documento – specifica il presidente della Provincia – sono evidenziate in maniera puntuale tutte le informazioni necessarie che consentirebbero fin da subito alla commissione regionale di formalizzare la proposta del vincolo di tutela paesaggistico».

Nell’istruttoria della Provincia si scrive nero su bianco che il «paesaggio di Riceci è curato, gestito, disegnato e preso in carico da centinaia di anni di storia sulla base della responsabilità della comunità locale. Ed è degno di essere difeso. Sono queste indicazioni vaghe, come sostiene Aguzzi?» Nel testo si sottolinea «il valore ecologico di grado elevato per le caratteristiche fisiche, morfologiche e biologiche. Oltre al valore di visione e percezione del paesaggio, che risulta essere significativo». Quindi, ribadisce Paolini, «con questa relazione la Regione ha da tempo tutti gli elementi in mano per porre il vincolo. E non è vero, come afferma il deputato Antonio Baldelli, che il vincolo produrrà i suoi effetti di tutela decorsi 60 giorni dalla delibera della giunta regionale. Infatti la proposta di vincolo della commissione inibisce subito gli interventi in contrasto con il bene paesaggistico, fin dal primo giorno in cui viene pubblicata per le osservazioni. Lo dispone il codice del paesaggio (articolo 139, comma due; ndr)».

Conclusione politica di Paolini: «A me interessano Riceci e i suoi abitanti. Tutto il resto è fuffa. Ho fatto una solenne promessa e mi batterò fino all’ultimo perché non si realizzi quello che considero uno scempio nei confronti delle persone. Perché non si possono calare le scelte dall’alto».

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