Artigianato Pesaro e Urbino, 782 attività chiuse negli ultimi tre anni
"Un campanello d’allarme che le istituzioni non possono ignorare"

Provincia che vai, artigianato che trovi. In Italia le imprese artigiane rappresentano il 21,5% del totale delle imprese attive, ma il loro peso cambia profondamente da un territorio all’altro. Un’incidenza che nella provincia di Pesaro e Urbino raggiunge picchi molto più elevati rispetto alla media nazionale: qui l’artigianato rappresenta infatti il 29,7% del tessuto produttivo complessivo (dato 2026), collocando il territorio al 39° posto in Italia per concentrazione di botteghe, laboratori e micro-imprese. Lo conferma anche il dato sull’incidenza degli addetti all’artigianato sugli addetti totale delle imprese.
È quanto emerge dall’ultima analisi condotta dall’Area Studi e Ricerche della CNA su dati Istat, che analizza l’evoluzione dell’artigianato italiano e l’impatto economico nelle singole province.
I dati confermano che per la provincia di Pesaro e Urbino l’artigianato non costituisce affatto un residuo del passato, ma l’impalcatura del sistema produttivo locale: una rete diffusa specializzata nella manifattura di eccellenza, nei servizi, nella subfornitura e nelle lavorazioni di alta qualità.
Il tessuto economico di Pesaro e Urbino continua a indebolirsi. Tra il 2023 e il 2026 le imprese artigiane sono scese da 9.785 a 9.003, con una perdita netta di 782 attività (-8,0%). Un calo che riduce l’incidenza dell’artigianato sul totale delle imprese provinciali dal 30,1% al 29,7%.
«Questa fotografia – dichiara Michele Matteucci, Presidente della CNA di Pesaro e Urbino – racconta un territorio nel quale l’artigianato continua a essere la spina dorsale dell’economia e dell’identità locale. L’artigianato sostiene l’occupazione, le comunità dell’entroterra come della costa, le filiere della meccanica, del mobile, della moda e della ceramica. Tuttavia, perdere quasi 800 imprese artigiane in pochi anni rappresenta un campanello d’allarme che le istituzioni non possono ignorare».
Il nodo del ricambio generazionale e le proposte In sintonia con l’allarme lanciato dal presidente nazionale CNA Dario Costantini, il problema cardine rimane il passaggio di testimone ai giovani.
«Centinaia di imprese sane, strutturate e con mercato presente nella nostra provincia rischiano di chiudere semplicemente perché non trovano giovani o figure qualificate disposte a rilevarle – aggiunge il Segretario Provinciale CNA, Antonio Bianchini. Servono una formazione professionale orientata ai veri bisogni del nostro distretto produttivo, strumenti concreti per favorire la trasmissione aziendale e agevolazioni per chi decide di fare impresa sul nostro territorio. Per questo chiediamo di rimettere l’artigianato al centro delle politiche industriali, della formazione e della riforma della legge quadro».


















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