Il circolo Legambiente di Fano aderisce al progetto “Che caldo che fa”
"Non possiamo più progettare e pensare le città come se il clima fosse quello di oltre vent'anni fa"

Temperature che sfiorano i 40 gradi, notti tropicali e afa persistente non rappresentano più eventi eccezionali. Le ondate di calore che stanno interessando le Marche e dunque anche la nostra città, sono la dimostrazione concreta di come il cambiamento climatico stia già modificando la qualità della vita nelle nostre città.
Tra gli effetti più evidenti c’è quello delle isole di calore urbane, fenomeno causato dalla presenza massiccia di asfalto, cemento e superfici impermeabili che accumulano calore durante il giorno e lo restituiscono lentamente durante la notte. Il risultato è che le città restano calde anche nelle ore notturne, aumentando il disagio per cittadini, lavoratori e turisti.
In questo contesto, il verde urbano assume un ruolo fondamentale. Alberi, parchi e aree naturali non sono elementi accessori, ma vere e proprie infrastrutture climatiche capaci di ridurre le temperature, migliorare la qualità dell’aria e della vita rendendo più vivibili gli spazi pubblici. Allo stesso modo, è necessario fermare il consumo di suolo e promuovere interventi di depavimentazione e rinaturalizzazione degli spazi urbani.
Accanto al tema del caldo resta centrale anche quello della qualità dell’aria. Sottolinea la Presidente Pamela Canistro “Come Legambiente Fano stiamo attendendo l’elaborazione dei dati ARPAM sulla qualità dell’aria, relativi al mese di luglio e agosto, per una valutazione più approfondita, ma è ragionevole ipotizzare che una qualità dell’aria non ottimale possa contribuire ad aumentare il disagio e la percezione del caldo, soprattutto nei soggetti più fragili”.
Ciò che appare ormai evidente è che non possiamo più progettare e pensare le città come se il clima fosse quello di oltre vent’anni fa. Ogni intervento urbanistico, ogni spazio pubblico, ogni riqualificazione dovrebbe essere pensata tenendo conto degli effetti dei cambiamenti climatici. Le isole di calore non possono più essere considerate una conseguenza inevitabile della crescita urbana: devono essere individuate, monitorate e ridotte attraverso una pianificazione più attenta e lungimirante.
Per questo il Circolo Legambiente Fano vorrebbe aderire al progetto nazionale di Legambiente “Che caldo che fa”, un’iniziativa che mira a identificare, mappare e monitorare le isole di calore urbane confrontandole con aree verdi e spazi naturali, dove le temperature e la percezione del caldo risultano sensibilmente più contenute. Con questo progetto vogliamo raccogliere dati utili a comprendere come la presenza del verde influenzi il benessere delle persone e a individuare le zone che necessitano di interventi prioritari, anche attraverso un primo approccio più sperimentale.
A questo proposito rivolgiamo un appello alla cittadinanza: segnalateci i luoghi della città che percepite come particolarmente caldi e difficili da vivere durante l’estate, ma anche le aree che considerate più fresche e confortevoli. Le vostre indicazioni potranno aiutarci a costruire una mappa partecipata del clima urbano di Fano e a promuovere interventi concreti per una città più resiliente, più verde e più piacevole e quindi più vivibile.
La sfida climatica è già qui. Affrontarla significa ripensare oggi le città in cui vivremo domani.


















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